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La morte di Natuzza Evolo
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Natuzza Evolo, veggente e mistica calabrese è morta 1° novembre. La sua fama è grande, tanto che sia i telegiornali
che i quotidiani hanno dedicato alla notizia ampi spazi (sulla carta stampata perfino una pagina intera).
Anche se molti già la conoscono, desideriamo qui ricordare quali sono stati i fenomeni che l’hanno vista protagonista.
Come Pasqualina Pezzola, marchigiana morta nel 2005, Natuzza aveva qualità chiaroveggenti, che le permettevano di
effettuare diagnosi mediche e di dare consigli per risolvere i problemi di salute, e una profonda fede. Diversamente dalla
veggente marchigiana, per&ògrave;, Natuzza era una figura mistica. Oltre a visualizzare persone defunte, la donna vedeva
la Madonna, con cui dialogava, e, nel periodo pasquale, viveva la Passione e la morte di Cristo, con la comparsa delle
stigmate. Come altri mistici, poi, sulla sua pelle comparivano talvolta scritti e disegni effettuati con il sangue, che
trasudava dalla sua pelle, e che potevano essere riprodotti appoggiando sulle parti interessate delle pezzuole di tela.
Natuzza ha sempre ritenuto che le sue doti fossero un dono di Dio e che soltanto grazie al Signore ella poteva agire: diceva
sempre di essere solo un verme di terra e che le sue capacità le erano state date per aiutare il prossimo. Ed è
quello che ha fatto durante la sua lunga vita, dato che è morta a 85 anni. Migliaia sono le persone da lei ricevute e
che sono andate in pellegrinaggio al suo paese, Paravati (in provincia di Vibo Valentia). Questa donna semplice, analfabeta,
contadina, moglie e madre di cinque figli consigliava, consolava, faceva da tramite con i cari defunti, ma soprattutto dava
testimonianza di una vita non solo ricca di fede, ma anche di fermi principi morali ed etici.
Tutto cominciò molto presto, e uno dei primi fatti inconsueti accadde quando, all’età di dieci-undici anni, ebbe
la sua prima bilocazione. Natuzza viveva con la madre e i nonni; il padre non lo aveva mai conosciuto – se non in fotografia -,
perché era partito in cerca di fortuna, quindici giorni prima della sua nascita, per l’Argentina. All’età di
dieci-undici anni, appunto, raccontò di avere visto il padre Fortunato nella sua casa argentina, descrivendola nei
particolari, e di avergli parlato. I famigliari considerarono tutto ciò frutto della sua fantasia, ma si dovettero ricredere
quando il padre scrisse una lettera in cui riferiva di avere visto la figlia e di avere scambiato con lei qualche parola.
La descrizione della sua casa fu poi confermata da parenti appena tornati da quei luoghi.
A quell’epoca Natuzza sembra fosse già a servizio della famiglia Collóca, appartenente alla media borghesia,
a casa della quale accaddero fenomeni insoliti. La bimba, infatti, diceva di vedere i defunti, dapprima parenti dei
Collóca, poi persone non conosciute.
Le visioni proseguirono e la fama di Natuzza raggiunse anche i prelati del paese che la sottoposero ad alcuni esorcismi, ma
le apparizioni e le estasi, che nel frattempo erano comparse, continuarono.
Nel 1938 iniziarono, poi, le sanguinazioni, a cui i medici non sapevano dare spiegazioni, dapprima dai piedi poi dalle mani
e dal viso. E insieme ad esse le figure di sangue sul suo corpo, la prima delle quali una croce sulla schiena. Sulle tele con
le quali veniva detersa comparvero anche scritte e preghiere in lingue vive e morte, assolutamente sconosciute a Natuzza,
e il tutto – disegni e scritti - a carattere religioso
Successivamente prese avvio il periodo in cui, in trance, vedeva la Madonna e i santi e con essi dialogava; ma ebbe
anche la trance ad incorporazione, cioè attraverso la sua bocca si udivano le voci dei defunti, che i presenti
riconoscevano come appartenenti a parenti o amici morti. In alcuni casi ci furono fenomeni di xenoglossia, ma, come Natuzza
ebbe a spiegare, le parole gliele suggerivano loro, perch´ lei nulla sapeva: era solo un tramite.
Un altro fenomeno che la caratterizzava era la bilocazione e molte sono le persone che affermano di averla vista – talvolta
accompagnata da defunti -, di averla sentita parlare e pregare e di averla addirittura toccata, mentre lei era fisicamente
da tutt’altra parte. Di questo suo stato Natuzza era perfettamente cosciente, tanto da descrivere con particolari precisi
ciò che accadeva durante lo sdoppiamento, che si verificava senza la sua volontà.
Fu nel 1958 che invece ebbe la prima manifestazione delle stigmate durante il periodo pasquale, ma non ne parlò con
alcuno per molti anni, cercando di nascondere le ferite in tutti i modi. Durante la loro comparsa, Natuzza aveva forti dolori,
che si accentuavano nel periodo della morte di Cristo, e le sofferenze e la loro scomparsa sono stati testimoniati dai parenti
e dalle poche persone amiche ammesse nella sua casa in quei momenti.
Come si può notare i fenomeni che accadevano erano molteplici e sconcertanti: da una parte c’era chi riconosceva
in lei la genuinità e la realtà di un personaggio "santo", dall’altra chi era scettico per la
straordinarietà degli eventi. Pur essendo già conosciuta da molta gente, fu solo verso la fine degli anni
Quaranta dello scorso secolo che il grande pubblico conobbe la mistica di Paravati, grazie ad alcuni articoli
comparsi sul Giornale d’Italia e che parlavano delle essudazioni di sangue. Fu a questo punto che il mondo della
ricerca psichica cominciò ad interessarsene e fu proprio Lino Businco, un membro dell’allora Società Italiana di
Metapsichica, che effettuò in collaborazione con Alberico Collicelli diverse analisi del fenomeno Natuzza
dal punto di vista neurologico e fisiologico. In seguito ci furono altri studi, come quelli di Luigi Lombardi Satriani,
antropologo, Valerio Marinelli, che ha pubblicato almeno cinque volumi su di lei con varie testimonianze, e A. Puca,
psichiatra; inoltre, nel 1985 comparve addirittura un lavoro monografico su di lei nel Journal of the Southern
California Society for Psychical Research, in cui un contributo fu dato anche, tra gli altri, da Raymond Bayless.
Natuzza Evolo è stata sicuramente una personalità carismatica, che con generosità ha dato molto di
sé agli altri e gli altri, per ringraziarla, le hanno nel tempo dato molte offerte in denaro. Nulla si è
tenuta per sé, perché, come ripeteva sempre, la sua era una missione e proprio uno degli
"incarichi" che le aveva affidato la Madonna nelle sue visioni era stato quello di costruire una grande chiesa,
in modo da dare l’opportunità alle migliaia di persone, che ricorrevano a lei, di raccogliersi insieme in preghiera.
A tale scopo era stata creata anche la Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime, casa di riposo per anziani,
approvata dalla Chiesa e riconosciuta dallo Stato, che ora proseguirà nell’intento. In questo centro Natuzza
è mancata la mattina del 1° novembre a causa di un blocco renale.
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Evolvenza, l'evoluzione dell'uomo
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Con questo nome è conosciuto da tempo il lavoro di Vitaliano Bilotta, che ha coniato il termine evolvenza per
intendere l’evoluzione della coscienza dell’uomo attraverso la conoscenza degli insegnamenti spirituali forniti da entità
manifestatesi attraverso diversi medium nel corso del tempo. Bilotta, insieme ad un gruppo di persone, ha così raccolto
varie comunicazioni che sono poi state trasferite in quel grande contenitore che è Internet. Punto di riferimento
è il sito www.evolvenza.it, ma da qualche tempo, per ampliare la divulgazione,
il materiale archiviato è presente anche su Youtube.
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I 60 anni del Centro Studi Parapsicologici
di Bologna
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Sessanta anni fa, nell’ottobre del 1949, nasceva il Centro Studi Parapsicologici (CSP) di Bologna. Fondatori, i tre medici
bolognesi Alessandro Buscaroli, Piero Cassoli e Enrico Marabini. In tutti questi anni il Centro ha condotto un’importante
attività costante di ricerca e informazione, compiendo ricerche sul campo e pubblicando i Quaderni di
Parapsicologia e il Notiziario. Il Consiglio Direttivo, rinnovato nel maggio scorso, risulta oggi così
composto: Ferdinando Bersani, Presidente; Brunilde Cassoli, Vice-presidente; Bruno Severi, Direttore Scientifcico; Nerio
Bonvicini, Segretario Generale; Roberto Cattabriga, Segretario Amministrativo. Nel prossimo numero dei Quaderni,
in uscita nel corso del 2010, sarà ripercorsa tutta la storia del CSP.
Indirizzo della Redazione: Via Valeriani 39, 40134 Bologna oppure piero-brunilde@fastewbnet.it
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Nel 50° anniversario della morte di Padre Agostino
Gemelli
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Ricorre quest’anno il 50ennale della morte di Padre Agostino Gemelli (1878-1959). Milanese, nato in una famiglia legata alla
massoneria, si laurea in medicina a Pavia e successivamente si converte al cattolicesimo. Nel 1903 entra nel convento francescano
di Rezzato (Brescia) e nel 1908 viene ordinato sacerdote. Durante la prima guerra mondiale presta la sua opera di medico e
sacerdote, e si dedica in seguito alla ricerca scientifica (fonetica sperimentale, psicologia, antropologia criminale, studi
musicali ecc.). Fondatore nel 1921 dell’Università Cattolica di Milano, ne fu rettore fino alla morte.
Il nome di Padre Gemelli è legato anche alla mistica e alla miracolistica: studiò infatti a lungo i miracoli di
Lourdes e seguì il caso della stigmatizzata tedesca Teresa Neumann, anoressica per ben 36 anni.
Non solo: il nome di Gemelli è legato anche agli inizi del fenomeno della psicofonia, ovvero la registrazione di voci di
origine ignota. Come ha riferito Padre Pellegrino Ernetti nel suo studio "La Pneumafonia", il 17 settembre 1952, nel
Gabinetto di Fisica dell’Università del Sacro Cuore di Milano Padre Agostino Gemelli stava conducendo degli esperimenti
di Oscillografia Elettronica applicata alla Ritmica e alla Chironomia musicale utilizzando un magnetofono a filo magnetico:
all’epoca infatti non esisteva ancora il magnetofono a nastro.
In questi esperimenti Padre Gemelli era assistito da Padre Pellegrino Ernetti che frequentava un corso di specializzazione in
quella disciplina. Padre Gemelli, quando le cose non andavano per il verso giusto e incontrava delle difficoltà, aveva
l’abitudine di invocare il suo defunto papà chiedendo il suo aiuto. Quel giorno il filo magnetico si ruppe più
volte e, dopo averlo riannodato, procedendo nella nuova registrazione, Gemelli come suo solito lo invocò dicendo
«Papà aiutami». Al riascolto, in corrispondenza della sua invocazione, si udì una voce che diceva
«Ma sì, sono sempre con te che ti aiuto!»
Padre Gemelli rimase impressionato e sbalordito avendo riconosciuto il timbro della voce del padre e cominciò a balbettare
«Ma… è mio papà… è mio papà». Poi i due Padri riascoltarono attentamente il tratto di filo
interessato alla registrazione: le parole esistevano davvero e la voce sembrava proprio essere quella del papà.
Si passò quindi a una verifica: Gemelli fece questa domanda: «Papà, se sei veramente tu, ripeti la risposta»,
e la risposta fu immediata «Sì, sono proprio io, non mi riconosci testone mio?». Testone era l’epiteto
con il quale il papà, da vivo, soleva rivolgersi al proprio figlio.
Quel giorno, scrisse Padre Ernetti, nacque la pneumafonia, termine al quale oggi si preferisce quello di
psicofonia. In un’udienza privata, presente anche l’Ernetti che testimoniò il fatto, Papa Pio XII incoraggiò
Padre Gemelli a continuare le ricerche poiché a suo avviso si trattava di un fatto scientifico.
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Un fantasma in palcoscenico
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Patrick Stewart, attore britannico con una carriera cinquantennale alle spalle e noto al grande pubblico per avere interpretato il
ruolo di Jean Luc Picard nella serie televisiva Star Trek – The next generation, ha affermato di avere visto un fantasma
durante una rappresentazione teatrale. I macchinisti ritengono che la figura vista da Stewart mentre stava recitando una scena di
Aspettando Godot, sia quella di John Baldwin Buckstone, attore-impresario del Theatre Royal Haymarket nella metà
del 19mo secolo ed amico di Charles Dickens. Nell’intervallo del primo atto, dietro le quinte Stewart raccontò a Sir Ian
McKellen, l’altro protagonista della commedia, di avere visto una figura tra le quinte, che sembrava indossasse un cappotto beige
e pantaloni di twill.
Buckstone ha lavorato a lungo nel Theatre Royal, ma è morto nella sua casa all’età di 77 anni nel 1879. Sembra che l’uomo sia
apparso anche qualche anno fa e Nigel Everett, direttore del teatro, ricorda che Fiona Fullerton dovrebbe averlo visto 10 o 12 anni
fa, mentre recitava una commedia di Oscar Wilde. Probabilmente, conclude Everett, Buckstone appare quando apprezza un’opera e il
fatto che sia comparso ora è un segno positivo.
Il Theatre Royal di Londra è notoriamente infestato e diverse sono le figure che vi appaiono, come quella del cosiddetto
Uomo in grigio, che appare vestito come un nobiluomo del tardo XVIII secolo; capelli incipriati sotto un cappello a
tricorno, una giacca e un mantello o una cappa, stivali da cavaliere e una spada. La leggenda vuole che sia il fantasma di un uomo
morto pugnalato il cui scheletro venne rinvenuto murato in un passaggio nel 1848. Inoltre, si suppone che i fantasmi dell’attore
Charles Macklin e del commediante Joe Grimaldi infestino il teatro. Macklin appare dietro le quinte, vagando nel corridoio che si
trova nel luogo dove, nel 1735, uccise il collega attore Thomas Hallam nel corso di una discussione per una parrucca,
perforandogli l’occhio sinistro con un bastone. Joe Grimaldi è un’apparizione benevola, che in più di un’occasione
ha guidato con destrezza gli attori nervosi sul palco.
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Galileo Galilei e l’anno
internazionale dell’astronomia
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Quattrocento anni fa, nel 1609, Galileo Galilei (1564-1642) utilizzava per la prima volta un cannocchiale per scrutare il cielo.
Quello che vide trasformò per sempre l’immagine del mondo propria del suo tempo, aprendo la strada ai tempi nuovi e
alla concezione attuale dell’universo. Per questo motivo l’Onu ha proclamato il 2009 "anno internazionale
dell’astronomia".
Per celebrare Galileo a Firenze, Palazzo Strozzi, è stata allestita una grande mostra che illustra la straordinaria
avventura umana e intellettuale dello scienziato, ma non solo: la mostra illustra il lungo viaggio di esplorazione
del cosmo a partire dai popoli della Mesopotamia e del Nilo, dai greci, dagli arabi, e poi le teorie eliocentriche di
Copernico che ispirarono Galileo, Keplero e Newton, artefici della nuova concezione dell’universo. Il percorso espositivo
è arricchito da reperti archeologici, strumenti scientifici, atlanti celesti, dipinti, sculture, codici miniati e
modelli cosmologici. L’esposizione dedica ampio spazio anche agli intensi e continui scambi tra astronomia e astrologia.
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Nel bicentenario della nascita di Charles Darwin
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Charles Robert Darwin (1809-1882), celebre naturalista inglese, uno dei biologi più importanti della storia delle scienze,
per primo dimostrò che l’evoluzione delle specie è una realtà. Per il grande pubblico, Darwin è il
padre della teoria secondo la quale "l’uomo discende dalla scimmia".
Figlio di un medico, fu inviato a 16 anni all’università di Edimburgo perché studiasse medicina. A questa disciplina il
giovane preferì le scienze naturali, di cui approfondì lo studio a Cambridge. La grande avventura della sua vita
fu l’invito a partecipare al celebre viaggio ufficiale della nave della marina reale Beagle per un viaggio di
esplorazione delle coste del Sudamerica. Il viaggio durò cinque anni, dal dicembre 1831 all’ottobre 1836, e fu
fondamentale per Darwin, che compì osservazioni geologiche, raccolse fossili ignoti, esemplari di animali e di vegetazione.
Negli anni successivi al suo ritorno Darwin catalogò e ordinò il suo materiale, pubblicando numerosi studi e il
suo diario di viaggio. Fu però solo quasi vent’anni dopo che pubblicò il libro che lo rese celebre,
L’origine delle specie attraverso la selezione naturale, che suscitè entusiasmi e critiche che ancora non si
sono spenti, tra evoluzionisti e creazionisti.
Come fa notare il prof. padre Andreas Resch in un articolo dedicato a Darwin apparso sul numero 1/2009 della sua rivista
Grenzgebiete der Wissenschaft(Zone Frontiere della Scienza), «a Darwin non interessava tanto che cosa è la vita,
quanto come è la vita. E solo di questo comesi occupò nelle sua teoria della selezione naturale. Egli
trattò quindi della lotta per l’esistenza, delle condizioni che influenzano l’evoluzione delle specie, e non della nascita della
vita. A questo proposito infatti Darwin scrisse: "Il seme di tutto ciò che vive l’ha insufflato il Creatore in una forma o
in poche forme" (L’origine delle specie, 1859, 2004, pag. 678, edizione in lingua tedesca)».
Soltanto i seguaci di Darwin, continua padre Resch, negarono il concetto di Creatore. Ernst Haeckel (1834-1919), per esempio,
è uno di questi: egli rifiutò l’idea della creazione divina e la sostituì con un principio materiale come
origine della creazione. Parlò infatti di nascita spontanea degli organismi più semplici, da cui gradatamente si
sarebbero sviluppati tutti gli altri.
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La morte di Gertrude Schmeidler
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Il 9 marzo scorso, all’età di 96 anni, è morta Gertrude Schmeidler, personalità di spicco della ricerca
parapsicologica tanto da essere nominata anche presidente della Parapsychological Association. Psicologa sperimentale, interessata
soprattutto alla percezione e alla memoria, cominciò a occuparsi di parapsicologia dopo aver ascoltato una conferenza di
Gardner Murphy che la affascinò. Grazie a lui ottenne l’incarico di fare esperimenti sulla ESP, che svolse grazie a un
contributo economico stanziato dal Fondo istituito in memoria di Richard Hodgson dall’università Harvard. Da quel momento
numerosi sono stati gli studi da lei compiuti in ambito parapsicologico, che hanno spaziato dai fenomeni psi-cognitivi alle
infestazioni e alle ricerche sulla sopravvivenza.
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30 gennaio 2010 - Bologna - 6° Giornata di Studio -
Medianità. Storia, ricerche, esperienze - Fondazione Biblioteca Bozzano De Boni
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Quelli della medianità sono stati tra i primi fenomeni ad essere studiati dalla ricerca psichica. Il
campo è vastissimo e in questa prima giornata ad essa dedicata (altre ne seguiranno) saranno affrontati gli aspetti di base.
Interverranno: Silvio Ravaldini, Reginaldo Cerolini, Enrico Ruggini che parleranno della storia della medianità, delle
ricerche compiute, dei legami tra guarigione e medianità e delle comunicazioni medianiche di alto livello intellettivo.
Inoltre, Franco Zepponi, noto sensitivo, effettuerà una sperimentazione diretta sulla chiaroveggenza.
È possibile visionare il
programma completo o scaricarlo in formato
.pdf
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22-23-24 gennaio 2010 - Modena - 18° Convegno promosso dal
Centro Culturale l'Albero
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Il Centro Culturale l'Albero promuove il suo 18° Convegno sul tema "La Vita oltre la vita. Esperienza, Scienza,
Fede" presso l'Hotel Raffaello a Modena. Saranno presenti, tra gli altri: Umberto di Grazia, Sue Rowlands, Paola Giovetti,
Adriano Forgione, Enrico Ruggini, Laura Paradiso.
Affiancheranno il convegno seminari di uno o due giorni. Inoltre sono previsti incontri individuali con sensitivi.
Per informazioni sulle modalità di partecipazione e il programma completo visitare il sito alla pagina
www.centroculturalelalbero.org oppure rivolgersi al Centro telefonando al
numero 3356684108 o scrivendo a infor@centroculturalelalbero.org
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28 aprile - 2 maggio 2010 - Riccione (Rimini) Congresso annuale delle Edizioni
Mediterranee
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L’ormai tradizionale congresso internazione promosso dalle Edizioni Mediterranee e coordinato da Paola Giovetti, giunto ormai
alla 18° edizione, si svolgerà come sempre a Riccione, Centro Congressi le Conchiglie, dal 28 aprile al 2 maggio 2010.
Al momento il programma è in preparazione
ma possiamo anticipare che tra i relatori ci
saranno: Nader Butto, Pier Giorgio Caria, Federico
Nitamo Montecucco, Enrico Ruggini, Russell Targ. Esso sarà visibile, a
partire da gennaio 2010, sul sito delle Edizioni Mediterrane
www.edizionimediterranee.it. Può anche essere richiesto alle Edizioni
Mediterranee, via Flaminia 109, 00196 Roma.
Come d’abitudine, il programma vero e proprio della manifestazione (30 aprile-2 maggio) sarà preceduto nei giorni 28 e 29
aprile da seminari esperienziali di due giorni. Seminari di un giorno saranno proposti domenica 2 maggio.
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