|
Bozzano - De Boni
![]() Informazioni |
|
|
Notizie
|
|
Congressi - Manifestazioni - Esposizioni
|

Elezioni alla Parapsychological Association
Nello scorso mese di luglio si sono svolte le elezioni per il rinnovo delle cariche della
Parapsychological Association. A David Luke, Presidente uscente, succede Alejandro
Parra, Presidente dell'Instituto de Psicologia Paranormal argentino.
È mancato il dr. Alfredo Ferraro
Nel luglio scorso è mancato a Palermo, dove da qualche anno si era trasferito, il dottor
Alfredo Ferraro, un personaggio molto noto a chi si interessa di metapsichica e parapsicologia.
Ferraro era nato nel 1916, era fisico di professione ed era vissuto quasi sempre a Genova.
Alla fenomenologia paranormale era arrivato relativamente tardi, attraverso la fenomenologia medianica. Aveva
studiato vari sensitivi, tra cui in particolare Uri Geller, ma aveva dedicato speciale
attenzione alla medianità. Aveva seguito per anni Roberto Setti, il medium del Cerchio Firenze
77, e in seguito aveva frequentato altri gruppi medianici, tra cui il Cerchio Ifior di
Genova e il Cerchio Astorga di Palermo. Il suo approccio, come lui amava ripetere, era sempre
stato "da scettico", aveva cioè sempre voluto controllare i fenomeni con tutti i mezzi che la
sua preparazione scientifica gli offriva. Ed è stato testimone di eventi eccezionali, come la formazione di
apporti che si verificavano nelle sedute tenute da Roberto Setti. In particolare poté fotografare con macchina
Polaroid la formazione di un oggetto in varie fasi, grazie anche alla lentezza del fenomeno. (Per la descrizione di
uno dei casi da lui controllati si può leggere: Cerchio Firenze 77, Oltre l'illusione, Ed. Mediterranee,
pag.45; vedi anche
Uno straordinario caso di medianità).
Pubblicista (ha scritto centinaia di articoli per il Giornale dei Misteri) e scrittore,
Ferraro è autore di numerosi libri tra cui Spiritismo, illusione o realtà?
(Ed. Mediterranee, Roma 1979); Identificazione spiritica. Conferme e utopie (AGIS, Genova
1979); Indifferente alla morte. Esperienze laiche di un fisico (Luigi Reverdito Ed., Gardolo
di Trento 1988); Testimonianza sulla parapsicologia. Ci credo perché ho toccato con
mano (MEB, Padova 1993). Quest'ultimo titolo, in fondo, riassume tutto il suo pensiero; Ferraro poteva
vantarsi di dire credo all'esistenza dei fenomeni paranormali, perché innumerevoli sono state le sue esperienze
dirette, delle quali ha dato conto in centinaia di pagine. Era, come molti in Italia, un solitario, dato che non ha
mai fatto parte di un gruppo di ricerca; però, diversamente dagli altri, ha scritto molto su quel che ha visto
per condividerlo con un ampio pubblico. Ci auguriamo che questa sua eredità non venga dimenticata, soprattutto
da chi fa indagini in questo campo, perch´ in mezzo a tutto potrebbe esserci qualcosa da riscoprire e
rivalutare, ricordando che i suoi libri e i suoi articoli possono essere consultati presso la Biblioteca Bozzano-De
Boni. Era una preoccupazione di Ferraro che i suoi lavori fossero conservati al suo interno e se ne interessava
regolarmente; in occasione del suo trasloco a Palermo, mise in pratica la sua intenzione di donare parte della sua ricca
biblioteca alla Fondazione. Di ciò dobbiamo ringraziarlo, perché ha arricchito ulteriormente un patrimonio
bibliografico già corposo.
In un'ultima intervista, rilasciata nella sua casa di Palermo, affermò che, dopo aver indagato per tanti anni nel
campo della medianità, non aveva "paura della morte, perché la vita continua".
Il 60° compleanno della rivista
La rivista Grenzgebiete der Wissenschaft (Zone Frontiere della
Scienza) compie quest'anno 60 anni: un traguardo di tutto rispetto, che poche riviste riescono a raggiungere.
Fondata nel 1951 con altro titolo (Conoscenza e Fede. Rivista cristiana di parapsicologia, psicologia e
studio del destino) dall'editore Josef Kral e dall'abate dr. Alois
Wiesinger, mutò presto il nome in Rivista per le zone frontiere dell'immagine
cristiana del mondo e si avvalse sempre della collaborazione di insigni scienziati come la dottoressa
Gerda Walther e il filosofo francese Gabriel Marcel. Nel 1965, essendo morti sia
Kral che l'abate Wiesinger, della rivista si incaricò il prof. Padre Andreas Resch di
Innsbruck, psicologo clinico, divenendo organo di Imago Mundi, la Società
Cattolica di Parapsicologia da lui fondata e assumendo il nome definitivo di Rivista per le Zone
Frontiere della Scienza. La rivista &egrve; edita dalla Casa Editrice Resch di Innsbruck, è in lingua
tedesca, esce quattro volte l'anno e tratta con grande serietà e competenza le zone frontiere del mondo
fisico, della psiche e dello spirito. Il professor Andreas Resch è sacerdote redentorista e per trent'anni
è stato titolare della cattedra di Psicologia clinica e paranormologia del Collegio Alfonsiano di Roma, che
fa parte dell'Università del Laterano. Padre Resch sarà prossimamente relatore al Congresso del
Movimento della Speranza (Cattolica 15-18 settembre 2011).
Borse di studio della Parapsychology Foundation
La Parapsychology Foundation prevede delle borse di studio
per studenti universitari o laureati interessati seriamente alla parapsicologia e ai suoi fenomeni; nel ricordare
che il termine di presentazione della domanda per quella intitolata ad Eileen Garrett è il 15 luglio, la
Parapsychology Foundation segnala la pagina dove trovare le opportune
informazioni.
L'importanza dell'osservatore nello studio dei fenomeni
Nello scorso mese di giugno si è tenuto a Boulder (Colorado) il 30° meeting annuale organizzato dalla
Society for Scientific Exploration. Tra le varie sezioni tematiche è di un certo
interesse quella dedicata alla soggettività in ambito scientifico. Questa, caratterizzata
dalle emozioni, dai sentimenti, dai desideri e dalle istanze inconsce dei protagonisti, entra di prepotenza in molti
fenomeni di cui la parapsicologia si occupa e impedisce controlli rigorosi a chi desidera studiarli. Secondo gli intervenuti al convegno occorre riconsiderare la sua importanza, ricordando che l'interferenza e la partecipazione
dell'osservatore di un fenomeno sono previste nell'ambito della fisica quantistica.
Secondo alcuni ricercatori, introdurre la soggettività nello studio dei fenomeni non solo contribuirà
a comprendere meglio i processi della mente - e già in psicologia è stato fatto nello studio delle
relazioni mente-corpo - ma porterà benefici culturali alla scienza stessa. Che diventerà una scienza del
reale se si uniranno la visione occidentale, che privilegia l'oggettività, e quella orientale, che incoraggia la
soggettività. In tal modo si otterranno notevoli progressi nella scienza, ma soprattutto nello studio dei fenomeni
insoliti o al momento inspiegabili.
C'è anche chi rilegge certe idee consolidate nella scienza: in particolare ribalta l'affermazione secondo cui
è il cervello (materia, sostanza concreta, tangibile) che genera pensieri, emozioni, idee, cio´ la
coscienza (sostanza intangibile, impalpabile). Secondo la scienza, dall'energia creatasi nel Big Bang si è
formato l'universo in cui viviamo e quindi la materia; in altre parole da una sostanza invisibile si è generata
una sostanza visibile e concreta. Se si ritiene l'energia una forma condensata della coscienza, allora si può ben
dire che dalla coscienza si crea la materia. La soggettività che caratterizza la coscienza, però, in questi
passaggi perde via via la sua autoconsapevolezza, fino a che nella materia non ve ne è traccia.
L'orientamento di alcuni parapsicologi sembra quindi quello di non escludere l'osservatore, il suo comportamento e i suoi
effetti nelle indagini dei fenomeni psi. Si potrebbe spiegare così l'azione delle coscienza sulla materia, come
sembrerebbe accadere nella psicocinesi e nelle guarigioni "anomale", e comprendere i fenomeni psi cognitivi,
come la chiaroveggenza.
Ritrova il padre dopo 36 anni grazie a un sogno e a una sensitiva
Sorpong Peou, direttore del Political Department dell'università di Winnipeg in Canada,
è il protagonista di una storia triste con un lieto fine. Nato in Cambogia è il più anziano di sette
figli. Il padre, nel 1975, era un funzionario statale in un paese lacerato da una guerra civile e cercava di
sopravvivere in una realtà sociale impazzita. Le forze governative erano state appoggiate dagli Stati Uniti e dal
Vietnam del Sud nel conflitto che le opponeva al partito comunista dei Khmer Rossi sostenuti dai Vietcong. Quando gli
Stati Uniti ritirarono il loro appoggio, il governo cadde e i Khmer Rossi, con Pol Pot, andarono al potere. Da quel
momento iniziò un periodo tragico per la popolazione. Almeno una persona su quattro fu torturata e uccisa, per un
totale di quasi due milioni di individui in un Paese già non densamente popolato. Alla fine degli anni Settanta,
con l'invasione da parte del Vietnam del Sud, Pol Pot fuggì per ripresentarsi qualche tempo dopo all'opposizione
delle forze governative. La situazione cambiò poco, molte persone fuggirono dal Paese e fra queste Sorpong Peou
con la madre e i fratelli. Il padre era stato preso e, non vedendolo tornare, la famiglia ritenne fosse stato ucciso.
Invece questi dopo una prima fuga, fu ripreso e di nuovo torturato. Riuscì nuovamente a fuggire verso il confine
con la Tailandia in condizioni di salute molto precarie. Col tempo si risposò e si formò una nuova
famiglia, ritenendo che i suoi cari non fossero sopravvissuti.
Intanto questi ultimi, convinti ogni anno di più della sua morte, raggiunsero un campo profughi in Tailandia e nel
1982 furono accolti dal Canada come rifugiati politici. Qui presero la cittadinanza canadese e Sorpong Peou
cominciò il suo percorso universitario fino alla laurea. Quindi andò a insegnare a Singapore e a Tokio. Qui
tutto cambiò a partire in una notte di gennaio del 2010, quando l'uomo ebbe un lungo sogno in cui passeggiava e
chiacchierava con il padre, che gli diceva di essere vivo. Il sogno era talmente vivido che Sorpong Peou la mattina
seguente lo raccontò alla moglie. In seguito a ciò il più giovane dei fratelli disse alla madre che
una sensitiva gli aveva rivelato che il padre era ancora vivo. Il motivo della consultazione non era la ricerca del
padre, l'uomo voleva avere informazioni su un problema di lavoro. La veggente gli aveva subito chiesto dove fosse il
padre, ma lui, che all'epoca della sparizione del genitore aveva solo 5 anni, lo ricordava appena. Rispose che era stato
catturato e ucciso, ma la donna ripeté che era vivo.
Per controllare le affermazioni della sensitiva, allora una sorella si recò da lei senza rivelarle i legami di
parentela, ma questa ripeté le stesse cose.
Anche se non crede ai sensitivi, Sorpong Peou, alla luce del suo sogno così reale convinse i famigliari che era
tempo che qualcuno di loro conducesse delle ricerche in Cambogia per cercare il padre.
Fu così che un altro fratello si recò in quel Paese, ma il viaggio non portò alcun risultato. Fu di
nuovo consultata la sensitiva che consigliò di ritornarci. Nel secondo viaggio il fratello si recò in un
altro villaggio con una fotografia dell'uomo da giovane e la gente gli indicò un vecchio che chiedeva
l'elemosina.
In un primo momento l'anziano disse che c'era un errore e che tutti i membri della sua famiglia erano morti. Parlando,
però, i due arrivarono alla conclusione di essere padre e figlio. Così dopo 36 anni la famiglia
poté ricomporsi e nel mese di giugno è avvenuto l'incontro tra Sorpong Peou e suo padre. L'uomo ha qualche
problema di salute e, con la sua seconda famiglia, ha patito molta miseria. Le cose sicuramente ora cambieranno e le
angosce degli ultimi decenni saranno dimenticate sia da lui sia dai familiari che riteneva di aver perduto per sempre.
(Ascoltare e vedere
l'intervista rilasciata ad una televisione canadese)
La Transcomunicazione Strumentale è un fenomeno soggettivo (?)
Tra le numerose tecniche ideate per comunicare e interagire con entità disincarnate la più recente
e tecnologicamente avanzata è chiamata Transcomunicazione Strumentale (ITC).
Diversamente dalle tecniche per la cattura degli EVP, fornisce gli strumenti per una risposta immediata da parte delle
entità, così da facilitare una comunicazione in real-time; questo è reso possibile dal massiccio
uso dell'informatica, anche se i risultati finora ottenuti sono stati ampiamente criticati per la mancanza di un
criterio di validazione oggettivo e di una metodologia operativa standardizzata.
Due ricercatori, nonché co-fondatori, del Windbridge Institute for Applied Research in Human Potenzial di Tucson
(Usa), Mark Boccuzzi e Julie Beischel, hanno deciso di porre rimedio alla situazione e hanno pubblicato uno studio
pilota nel quale propongono un protocollo sperimentale per l'analisi oggettiva di presunte comunicazioni ITC in tempo
reale (Objective Analyses of Reported Real-Time Audio Instrumental Transcommunication and Matched Control Sessions. A
Pilot Study, J. of Scientific Exploration vol. 25, 2011, pp. 215-235).
La complessa catena hardware-software progettata da Boccuzzi e Beischel, che si avvale di un programma informatico per
la registrazione, di un programma e di un sintetizzatore vocale per la produzione casuale di corte frasi campione, di un
sistema di sicurezza per evitare la manipolazione delle registrazioni nonché di un programma per il riconoscimento
vocale, supporta la possibilità di analisi statistiche sui campioni vocali, di controlli incrociati sulle
interpretazioni delle frasi registrate e delle frasi campione, l'analisi contenutistica delle domande poste dall'operatore
e delle risposte percepite nonché l'analisi automatizzata tramite il programma di riconoscimento vocale delle frasi
registrate durante la sessione.
L'analisi di 10 sessioni ha condotto i due ricercatori ai seguenti risultati: 1) la presenza di una comunicazione con
entità disincarnate non è oggettivamente rilevabile con la tecnica ITC; 2) il fatto che le presunte
risposte delle entità non contengano informazioni logicamente correlabili con le domande poste dall'operatore, e
che nonostante ciò egli, una volta su tre, percepisca invece delle riposte pertinenti, suggerisce che
l'interpretazione delle comunicazioni riguardi la soggettività dell'operatore.
Per Boccuzzi e Beischel queste conclusioni non costituiscono necessariamente un impedimento a future ricerche, dal
momento che la pratica "dell'interpretazione" delle ITC potrebbe funzionare da linguaggio simbolico
utilizzabile dall'operatore come accesso ad informazioni inattingibili in maniera usuale, al pari dei tarocchi o
dell'I Ching, oltre che una spinta a focalizzarsi maggiormente su esperienze, psicologia e motivazioni degli
operatori.
Meditazione buddhista e fenomeni psi: indizi di una correlazione
La letteratura induista e buddhista abbonda di testi sulle pratiche di autocontrollo del corpo e
della mente e, sia che si tratti di yoga o di meditazione buddhista, i resoconti dei presunti poteri magici
esibiti dai maestri di tali discipline portati in Occidente sin dal XIX secolo da studiosi, missionari e
viaggiatori hanno pesantemente influenzato l'immaginario collettivo. Come testimoniato in maniera emblematica
dagli Yogasutra di Patañjali, la pratica dello yoga dovrebbe condurre gradualmente alla liberazione dalla natura,
o all'illuminazione, passando però per tutta una serie di "mirabili poteri" - conoscenza delle
vite passate e future, telepatia, levitazione, assenza di fame e sete, ecc. - che molto hanno in comune con i
fenomeni paranormali studiati dai parapsicologi.
Serena Roney-Dougal, una delle poche persone inglesi ad aver ottenuto un dottorato con una tesi
in parapsicologia, e Jerry Solfvin, professore associato del Center for Indic Studies University
of Massachusetts Dartmouth, hanno pertanto deciso di studiare sperimentalmente la correlazione tra meditazione e
facoltà psi: i loro risultati sono stati pubblicati in un articolo intitolato "Exploring the Relationship
between Tibetan Meditation Attainment and Precognition" apparso nell'ultimo numero del Journal of
Scientific Exploration (2011, vol. 25, n.1, pp. 29-46). Questo studio è la prosecuzione di una
precedente ricerca apparsa anch'essa sul Journal nel 2008 ("An Exploration of Degree of Meditation
Attainment in Relation to Psychic Awareness with Tibetan Buddhists". 2008, vol. 22, n. 2, pp. 161-178), alla
quale collaborò anche John Fox, membro della School of Psychological Sciences della
UniversitÀ di Manchester.
Basandosi su quanto rinvenibile nella letteratura orientale, con l'esperimento descritto nell'articolo del 2008
Roney-Dougal, Solfvin e Fox hanno deciso di verificare l'ipotesi che individui con un alto grado di esperienza
nella pratica meditativa (inteso come quantità di anni d'esercizio e livello delle pratiche padroneggiate)
siano in grado di ottenere un punteggio più alto nei test di precognizione e chiaroveggenza rispetto ai
principianti. All'esperimento hanno partecipato 18 soggetti, tra cui monaci, lama e suore della tradizione
buddhista tibetana nonché alcuni buddhisti occidentali. Secondo i tre ricercatori lo studio, il primo test
formale mai effettuato in quest'area d'indagine, conferma l'ipotesi, suggerendo che l'esercizio costante nella
meditazione, anno dopo anno, sia effettivamente in grado di sviluppare le facoltà psi e di rendere le
persone più consapevoli (psi awareness) di questa forma alternativa di conoscenza.
L'articolo più recente tratta invece di ulteriori ricerche volte a confermare ed ampliare i risultati
già conseguiti. Innanzitutto, Roney-Dougal e Solfvin hanno deciso di soffermarsi su 10 monaci tibetani
con almeno 5 anni di meditazione alle spalle, e di tentare di confermare i risultati del 2008 prestando attenzione
non solo agli anni di pratica (certificati dal soggetto stesso), ma anche al grado ufficiale raggiunto dal monaco
nella gerarchia buddhista, per verificare se esso possa effettivamente essere un valido indicatore per le
competenze psi. La novità della ricerca sta invece nel tentativo di stabilire se esista una correlazione
tra l'addestramento in un tipo di meditazione piuttosto che in un altro - nello specifico, tecnica dei mantra vs
tecnica di visualizzazione (utilizzata dai monaci più esperti, consiste nel visualizzare un oggetto
specifico e di concentrarcisi sopra per un certo lasso di tempo) - e il raggiungimento di risultati psi-positivi.
Ebbene, la ricerca parrebbe confermare la relazione tra anni di meditazione e grado ufficiale, avendo i monaci di
livello più alto ottenuto i risultati migliori, nonché la miglior efficacia della tecnica meditativa
di visualizzazione.
Inchiesta sui fenomeni
spontanei
La Fondazione Biblioteca Bozzano-De Boni ha, tra le sue finalità, l'acquisizione e la conservazione
di testimonianze sulle manifestazioni (esperienze) spontanee anomale, favorendo ove
possibile analisi, studi e ricerche al riguardo. È per tal motivo che rilancia ora una nuova
raccolta di documenti originali, invitando tutti coloro che lo desiderino a raccontare le proprie
esperienze personali in merito, particolarmente, a: NDE, anche dette esperienze
perimortali o vissuti in prossimità della morte; OBE, o sensazioni di uscita fuori
dal corpo; apparizioni (visioni o percezioni di figure fantasmatiche). Chiunque intenda
riferire le proprie esperienze, può farlo inviando un proprio scritto o comunque contattando la
Fondazione rec1021@iperbole.bologna.it.
Verrà in ogni caso mantenuto il più stretto riserbo sull'identità dei corrispondenti e
le informazioni fornite, che non saranno comunicati neppure a quanti volessero poi studiare il materiale
raccolto.
Telefonate dall'aldilà
Callum Cooper, ricercatore della Sheffield Hallam University sta compiendo uno studio sulle
cosiddette telefonate dall'aldilà e lancia un appello a chi ne ha avuto
esperienza. Chi fosse interessato può contattarlo via email:
contact@calcooper.com
o the-scientist@hotmail.co.uk.
Roberto De Angelis, del G.R.I.M.A. - Gruppo Romano di Indagini sulle
Manifestazioni Anomale, lancia questo appello "Raccogliamo segnalazioni di luoghi
infestati o di fenomeni paranormali in zona Roma e provincia allo scopo di condurre indagini approfondite.
Chi vuole può contattarmi all'indirizzo coord@gruppogrima.it, grazie!"
Simon Sherwood, ricercatore presso l'università di Northampton, sta conducendo uno
studio online. Invita coloro che - dai 18 anni in su - ritengono di avere esperito un
"ghostly phenomenon", cioè di essere stati testimoni di eventi anomali
o esperienze attribuite alla presenza di spiriti di persone defunte o animali o di una qualche
entità, a rispondere ad un
questionario
(in lingua inglese).
Al Musée d’Art moderne et contemporain di Strasbourg sarà possibile visitare
L’Europe des Esprits ou la fascination de l’occulte, 1750-1950, un'esposizione
multidisciplinare che esplora l'interesse verso l'occulto da parte di artisti, pensatori e scienziati in tutta Europa.
Grazie alla collaborazione di 25 paesi europei si sono potuti raccogliere 150 oggetti scientifici, 500 opere artistiche,
150 libri e un centinaio di documenti che rappresentano tre aree di interesse: 1) creazione artistica e letteraria, 2)
esoterismo, 3) fenomeni occulti e la scienza.
4 febbraio 2012 - Bologna - 13° Giornata di Studio -
Vita dopo la morte. Indizi ed esperienze - Fondazione Biblioteca Bozzano De Boni
Molti fenomeni della ricerca parapsicologica parlano a favore della possibilità che la nostra
coscienza sopravviva alla morte del corpo e continui a vivere nella dimensione spirituale. Nella Giornata odierna,
dopo una carrellata sull'intero campo di ricerca, presentiamo alcuni di questi fenomeni. Si parlerà quindi
del Cerchio Firenze 77 attraverso la testimonianza di amici di Roberto Setti, di contatti con i
nostri cari trapassati, di un personaggio che non ha avuto uguali nella storia del paranormale, cioé
Gustavo Rol, attraverso un bel filmato. Esperimenti con il pubblico del medium Luigi Zumpano
concluderanno il programma della Giornata.
È possibile visionare il
programma completo o scaricarlo in
formato .pdf

Chi desidera ricevere materiale illustrativo è pregato di indicare sempre il proprio indirizzo postale




![]()

Ritorna alla homepage della Fondazione Biblioteca Bozzano-De Boni

Bologna, 25 maggio 2008
Ultimo aggiornamento 20 novembre 2011
Pagine a cura di Cecilia Magnanensi e Silvio Ravaldini (Fondazione Biblioteca Bozzano-De Boni)Webmaster Cecilia Magnanensi